Il Regno Unito è da tempo il fulcro del gioco d'azzardo, ma è anche uno dei Paesi più all'avanguardia per quel che riguarda le riforme. Recentemente ha tenuto banco la nuova legge fiscale approvata dall'esecutivo britannico che segnerà un cambiamento significativo nell'industria dell'azzardo, arrivando a modificare in profondità gli equilibri di una delle industrie più redditizie del Paese.

Remote Gaming Duty: il nuovo regime fiscale è una mazzata

La Gran Bretagna ha da poco approvato un nuovo regime fiscale che influenzerà la tassazione dei casinò online. Dal 1 aprile, infatti, è in funzione la nuova Remote Gaming Duty applicata a casinò online, slot e giochi da remoto. Il regime fiscale è passato dal 21% al 40% del Gross Gambling Yield, segnando un incremento senza precedenti per l'azzardo. La nuova tassazione ha portato più entrate nelle casse dello Stato, ma ha anche condotto l'industria dell'azzardo a cambiare la propria strategia. I maggiori gruppi, infatti, hanno accelerato i processi di consolidamento, riducendo gli investimenti commerciali e aumentando la pressione competitiva sui piccoli operatori.

Questa, però, non è l'unica riforma in atto nel Regno Unito. Dal 2027 aumenterà la tassazione sulle scommesse sportive online, destinata a salire dal 15% al 25%, mentre le scommesse ippiche continueranno a beneficiare dell’aliquota del 15%.

Nei piani del Governo questa riforma produrrà un incremento del gettito fiscale e adeguerà il sistema tributario al diverso livello di rischio dei prodotti di gioco. Tuttavia, per gli operatori di settore si tratta di una mazzata, perché si imporrà una revisione complessiva delle strategie commerciali e industriali, con effetti immediati sulla redditività.

Maggiore pressione fiscale, meno investimenti: quali saranno gli effetti della Riforma

Il probema che si è venuto a creare è che l'aumento della pressione fiscale ha portato a ridurre in modo drastico gli investimenti su marketing, innovazione tecnologica, acquisizione della clientela e sviluppo dei prodotti.
Per rendersi conto della situazione giova citare alcuni esempi. Flutter Entertainment, proprietaria di marchi come Paddy Power, Betfair e SkyBet, stima un impatto sull’EBITDA superiore a 500 milioni di dollari nel 2027, prima delle misure compensative. Entain, che controlla Ladbrokes e Coral, prevede un aggravio fiscale di circa 200 milioni di sterline all’anno, mentre Evoke, proprietaria di William Hill, 888 e Mr Green, valuta un incremento dei costi fiscali superiore ai 125 milioni di sterline annui. Tutto ciò dimostra come l'impatto della nuova riforma non sia solo fiscale, ma incida sulla struttura industriale del settore.

Uno dei primi effetti apportati dalla riforma è quella di una revisione delle politiche commerciali. Nel corso degli ultimi anni il mercato si era contraddistinto per da una competizione tra i diversi operatori basata su bonus di benvenuto, free spin, cashback e promozioni sempre più onerose. Il cambio di tassazione ha reso insostenibile questo modello. Infatti, il margine a disposizione per recuperare i costi è minore e ciò rende complesso investire in modo massiccio sul marketing per acquisire nuovi clienti. Per questo motivo molti operatori stanno privilegiando offerte personalizzate destinate ai clienti con maggiore valore potenziale. Il focus si è spostato dall'aumento della clientela alla massimizzazione del valore del singolo giocatore durante l’intero ciclo di vita del rapporto commerciale.

Tutto ciò si è tradotto nel rafforzamento dei sistemi di Customer Relationship Management. Detto in altri termini: la fidelizzazione (tema che abbiamo trattato in questo articolo) è ormai l'obiettivo primario dei casinò online. Cresce quindi l’importanza delle piattaforme proprietarie, della personalizzazione dell’offerta, dell’automazione del marketing e delle tecnologie capaci di aumentare il valore medio del cliente.

Questa nuova strategia avrà una conseguenza pesante: la scomparsa delle piccole-medie imprese di settore che non dispongono del margine operativo sufficiente per assorbire l’aumento delle imposte. Secondo diversi analisti finanziari, non solo il nuovo scenario potrebbe ridurre progressivamente il numero delle imprese attive nel Regno Unito, ma è anche possibile che il consolidamento del mercato britannico rappresenti l'inizio di una fase destinata a coinvolgere anche altri operatori europei.

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