Tra acquisizioni, nuovi tech hub e cambiamenti regolamentari, l’Europa centrale e orientale continua a offrire opportunità all’industria dell’iGaming.

Da diversi anni l'Europa centrale e orientale è considerata una delle aree più promettenti per l'industria dell'iGaming. Con l'inasprimento delle normative nei mercati dell'Europa occidentale, molti operatori hanno iniziato a guardare a questa regione come a uno dei principali motori di crescita futura.

Un esempio di questo interesse risale al novembre 2022, quando Entain - dopo aver acquisito la croata SuperSport - stimava in circa 5 miliardi di euro il valore del mercato regolamentato delle scommesse e del gaming nell'area. A quasi quattro anni di distanza, però, lo scenario appare diverso. Nel 2023 la polacca STS era entrata in Entain CEE con un'operazione da 750 milioni di sterline. Da allora, invece, Entain ha avviato un percorso di progressiva riduzione della propria quota nella joint venture, cedendo una prima tranche del 20% per 425 milioni di euro.

Questa scelta, tuttavia, non va letta come un segnale di minore interesse del settore iGaming verso la regione. A pesare sulla decisione di Entain è stato piuttosto un fattore esterno: l'aumento della tassazione sul gioco online nel Regno Unito, passata dal 21% al 40%, che ha spinto il gruppo a rivedere le proprie priorità di allocazione del capitale.

Come ha dichiarato Stella David, CEO di Entain: «La cessione iniziale rappresenta un primo passo decisivo verso l'uscita completa di Entain da Entain CEE e conferma il nostro impegno nel massimizzare il valore per gli azionisti. L'operazione ci permette di valorizzare quanto costruito con le nostre attività in Croazia e Polonia e conferma la solidità delle nostre scelte nella gestione del capitale».

Gli ultimi grandi investimenti nell’Europa Centrale e Orientale

Se Entain ha iniziato a ridurre la propria presenza nell’area, molte altre aziende continuano invece a investire. Tra queste c’è Fortuna Entertainment Group (FEG), che ha acquisito il controllo di TOPsport, operatore omnicanale lituano attivo nel settore del gambling.

«TOPsport è il principale operatore in Lituania, con un brand molto solido e risultati che ne confermano la crescita nel tempo», ha dichiarato Dieter John, CEO di FEG. «TOPsport ha conquistato la leadership del mercato grazie a un’esecuzione solida, a una forte attenzione verso i clienti e alla capacità di valorizzare le proprie persone. Questa operazione rappresenta un altro passaggio importante nel percorso di crescita di FEG, rafforzando la nostra presenza nell’Europa centrale, orientale e sud-orientale e creando nuove opportunità per condividere competenze, favorire l’innovazione e offrire ai clienti un’esperienza di intrattenimento di alto livello».

L’acquisizione arriva dopo l’ingresso di FEG in Montenegro attraverso l’acquisto della maggioranza di Lob, operatore del brand Lobbet. «La forte posizione di Lob sul mercato e il suo approccio digital-first ne fanno un partner ideale per la nostra espansione nella regione», ha spiegato John. FEG ha inoltre integrato in Lobbet la propria piattaforma proprietaria per il casinò. Secondo John, il passaggio alla nuova tecnologia consentirà una gestione dei contenuti più rapida ed efficiente.

Il boom dei nuovi hub tecnologici legati all’iGaming

Oltre a essere al centro di numerose operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni), la regione continua a offrire opportunità anche sul fronte tecnologico dell’industria iGaming.

A luglio, BoyleSports ha annunciato di aver assunto oltre 65 persone negli ultimi 12 mesi nel proprio tech hub di Belgrado, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il team del 30% nei prossimi mesi. La scelta della capitale serba risponde soprattutto alla presenza di sviluppatori esperti e di competenze già consolidate nel settore gaming.

«Belgrado è diventata un polo tecnologico sempre più importante per il gaming, grazie alla presenza di numerosi sviluppatori qualificati e a un mercato locale ormai maturo. Per noi la città offre il giusto equilibrio tra competenze tecniche, conoscenza del settore e infrastrutture, elementi fondamentali per continuare a investire in tecnologie scalabili e di qualità».

Jim Parkins, chief technology officer di BoyleSports, sottolinea anche il ruolo dell’intelligenza artificiale: «La Serbia può contare su professionisti di altissimo livello, con l’esperienza nello sviluppo e la conoscenza del settore gaming di cui abbiamo bisogno per sostenere la nostra crescita. Abbiamo costruito il team con grande attenzione e siamo molto soddisfatti delle competenze che abbiamo riunito. L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui lavorano i team tecnologici e noi stiamo seguendo questa evoluzione, continuando allo stesso tempo a investire nelle persone. Le aziende più solide saranno quelle capaci di unire tecnologie intelligenti e professionisti in grado di utilizzarle nel modo giusto».

Anche in Moldavia il comparto tecnologico continua a rafforzarsi. All’inizio di agosto, lo sviluppatore di software per betting e casinò The Unit ha inaugurato una nuova sede a Chișinău. I nuovi uffici occupano 500 metri quadrati, quattro volte la superficie della precedente struttura, mentre il team locale ha ormai superato le 90 persone.

«Quando abbiamo aperto il nostro primo ufficio a Chișinău, meno di due anni fa, avevamo capito di aver trovato qualcosa di speciale», ha dichiarato Paddy Casey, co-fondatore di The Unit. «Quello che forse non avevamo previsto era la rapidità con cui sarebbe cresciuto il team e quanto la Moldavia sarebbe diventata centrale per il successo di The Unit.

I colleghi di Chișinău sono ormai parte integrante delle nostre attività: contribuiscono allo sviluppo dei prodotti, lavorano direttamente con i clienti e collaborano con i team di tutte le aree dell’azienda».

L’iGaming rumeno alla prova di tasse, gioco illegale e sostenibilità

A conferma del ruolo sempre più centrale dell’Europa centro-orientale nello sviluppo tecnologico dell’iGaming, Superbet ha scelto la Romania per aprire il suo primo tech hub attraverso l’acquisizione di Crafting Technologies. La nuova sede sarà a Cluj-Napoca e, in una prima fase, sono previste 50 nuove assunzioni.

Negli ultimi anni il mercato rumeno dell’iGaming è stato uno dei più dinamici della regione, ma oggi deve fare i conti con una pressione fiscale crescente e con il peso del mercato non regolamentato. Dall’agosto dello scorso anno, la tassazione sulle scommesse sportive e ippiche è salita dal 21% al 30%, un aumento citato sia da evoke sia da FDJ United nei rispettivi risultati semestrali. La Romania ha inoltre introdotto nuovi scaglioni fiscali sulle vincite da gioco.

Per evoke, che nel 2024 ha acquisito il brand rumeno Winner, i ricavi internazionali sono scesi dell’1,9% a 293,8 milioni di sterline. La crescita registrata in Italia (+21%) e Danimarca (+13%) è stata infatti compensata dai cali in Romania, Spagna e negli altri mercati internazionali. FDJ United ha invece spiegato che gli aumenti fiscali sul gaming in Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Romania hanno inciso negativamente sui ricavi per 52 milioni di euro, riducendo la crescita di tre punti percentuali.

Secondo Harutyun Vardanyan, CEO di TotoGaming, la Romania rappresenta però anche un esempio di come il responsible gaming possa assumere un ruolo sempre più importante nell’evoluzione di un mercato regolamentato.

«Il mercato rumeno dell’iGaming è maturato molto nell’ultimo decennio», ha spiegato a InterGaming. «Oggi è uno dei mercati regolamentati più strutturati della regione, con un sistema di licenze ormai consolidato, una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori e una crescente attenzione al responsible gaming. Con l’evoluzione del mercato, la competizione non si gioca più soltanto sull’innovazione di prodotto o sulle promozioni, ma sempre di più sulla qualità dell’esperienza offerta ai giocatori e sulla fiducia che gli operatori riescono a costruire. Il responsible gaming è diventato una componente essenziale di questa fiducia. Negli ultimi anni la Romania ha introdotto diverse misure regolamentari per rafforzare la tutela dei giocatori».

Vardanyan sottolinea però che un mercato iGaming sostenibile «non può essere costruito soltanto attraverso restrizioni. Serve un approccio equilibrato, che combini una regolamentazione efficace, educazione, innovazione tecnologica e responsabilità individuale. Solo mettendo insieme questi elementi è possibile creare un ambiente più sicuro per i giocatori, rafforzare la fiducia negli operatori autorizzati e favorire una crescita sostenibile del mercato regolamentato».

Sul contrasto agli operatori illegali, Vardanyan ritiene che in Europa siano stati compiuti «progressi significativi». «Molte autorità dispongono ormai di blacklist dei siti non autorizzati, hanno introdotto sistemi di blocco e continuano a rafforzare le attività di enforcement. Il problema è che gli operatori illegali sono estremamente flessibili e spesso riescono ad adattarsi più rapidamente di quanto possano fare, da sole, le autorità di regolamentazione. Per contrastare il fenomeno serve quindi un’azione coordinata lungo tutta la filiera. Regolatori, operatori autorizzati, provider di piattaforme e fornitori di giochi hanno tutti un ruolo nel limitare l’accesso al gioco illegale e nel proteggere i consumatori. Allo stesso tempo, è fondamentale che i mercati regolamentati restino attrattivi per i giocatori. Più i consumatori si fidano degli operatori autorizzati e scelgono di rivolgersi a loro, meno spazio resta alle alternative illegali, che operano senza standard di responsible gaming, tutele per i consumatori o controlli regolamentari».

Inizia una nuova fase anche per l’Austria

Anche l’Austria si prepara a voltare pagina, con il superamento del sistema monopolistico che finora ha regolato il gambling. La nuova proposta di legge è già stata trasmessa alla Commissione europea e ora è previsto un periodo di attesa di tre mesi prima che il testo possa essere approvato.

Nel complesso, il quadro dell’Europa centrale e orientale resta articolato: alcuni mercati devono affrontare nuove criticità, mentre altri stanno creando nuove opportunità di crescita per operatori e aziende del settore.

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