È stato pubblicato qualche settimana fa il report dell'Osservatorio Nexus sul gioco illegale online, un documento che ha fatto luce sui principali canali di diffusione di questo fenomeno e sul suo giro d'affari. Oggi approfondire alcuni dettagli che non abbiamo analizzato nell'articolo pubblicato lo scorso mese di Maggio.
I canali del gioco illegale
Il mercato del gioco illegale online in Italia è cambiato. Se prima questo si sviluppava soprattutto attraverso siti ingannevoli che l'AGCOM chiudeva una volta identificati, oggi parliamo di un ecosistema molto più strutturato, basato su chat Telegram per guidare i giocatori verso i siti proibiti, bot che propongono slot online a vincita garantita e siti affiliati che attirano clienti con offerte su bonus e depositi. Il gioco online illegale non è più un fenomeno legato a singoli siti destinati a sparire dopo un oscuramento, ma a strutture più sofisticate che riescono a tenere il contatto con gli utenti attraverso sistemi di marketing e aggirare i blocchi imposti dalle autorità.
I dati dei primi sei mesi del 2026 evidenziano come il campione monitorato, composto da oltre mille siti privi di concessione, abbia registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani. Il volume di gioco generato dal campione arriva a 1,5 miliardi di euro nel semestre, con una proiezione annua intorno ai 3 miliardi.
Uno degli aspetti più importanti messi in evidenza dal rapporto è, però, un altro. Parliamo della capacità delle piattaforme illegali di creare una vera e propria community digitale sfruttando i canali social, in particolar modo Telegram. Diversi brand dispongono di canali seguiti da migliaia di utenti. Tramite questi canali vengono veicolati bonus, promozioni, nuovi giochi e, soprattutto, nuovi indirizzi web dopo gli oscuramenti. Ciò permette una continuità operativa che neanche l'oscuramento da parte delle autorità riesce a spezzare.
Affiliati e bot: come funziona la macchina del traffico illegale
Una delle strategie truffaldine maggiormente usate dai siti illegali, secondo il report dell'Osservatorio Nexus, è quella che sfrutta gli affiliati. Questi ultimi, attraverso pagine dedicate ai bonus e siti comparatori, intercettano gli utenti sui motori di ricerca, grazie a parole chiave come «migliori casinò online» che conducono sia a portali autorizzati, che a siti illegali. Anche in questo caso Telegram ricopre un ruolo chiave attraverso il lancio di bot che promettono vincite sicure alle slot grazie all'intelligenza artificiale.
Il report stila anche una classifica dei siti illegali preferiti dagli italiani. Ciò che stupisce di questa classifica è che non parliamo di brand occasionali, ma consolidati che riescono a mantenere milioni di accessi pur cambiando ripetutamente dominio. Uno dei casi più eclatanti è quello di Boomerang Bet, che tra febbraio e giugno supera complessivamente i 2,9 milioni di visite, o di Sportaza, che nella sola versione monitorata tra aprile e giugno arriva a oltre 3,7 milioni di accessi, con un picco di 2,35 milioni nel mese di maggio. Ciò dimostra che l'utente segue il brand e non il singolo dominio, proprio perché è fidelizzato da una community. Molte piattaforme registrano percentuali di accesso da smartphone superiori all'80%, con alcuni operatori vicini alla totalità del traffico mobile.
Tutto ciò porta a un'unica conclusione. Il settore clandestino si è evoluto, utilizzando strumenti di fidelizzazione tipici del settore regolamentato. Questo cambio di strategia fa sì che anche l'AGCOM debba cambiare qualcosa nella sua lotta all'illegalità. Oscurare siti non basta più. È necessario spezzare la rete digitale composta da marchi, community e canali di acquisizione che consente al fenomeno di rigenerarsi rapidamente, come l'Idra di Lerna. Si tratta di una sfida che va vinta, quindi, con armi tutte nuove, pena il collasso del sistema.

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