Qual è l'identikit psicologico dei giocatori di casinò? Questa è una domanda che da tempo tiene banco tra gli addetti ai lavori e a cui ha provato a rispondere l’analista di gaming Mauro Natta.
Mauro Natta, è uno dei più famosi analisti di gaming d'Italia. Ex croupier al Casinò di Saint-Vincent, nel corso della sua vita ha potuto analizzare, in maniera attenta e precisa, la psicologia di gioco dei vari clienti del casinò. Questo gli ha permesso di tracciare un identikit delle abitudini di gioco delle persone che entrano in un casinò.
La prima caratteristica che contraddistingue i giocatori, secondo la sua opinione, è l’apertura alle novità. Un gioco appena uscito finisce per attirare inevitabilmente l'interesse dei giocatori. Questi ultimi passano diverso tempo a studiare il prodotto analizzando le modalità di gioco e le possibilità di vincita.
Altra caratteristica del giocatore, secondo Natta, è quella che lo porta a ricordare quando si vince, non quando si perde. Questo bias cognitivo spinge a commettere errori di puntata per eccesso di sicurezza.
Una curiosità emersa dall’esperienza di Natta è che chi gioca con gettoni di valore superiore al minimo del tavolo tende ad avere poca pazienza nell’attesa del «rien ne va plus». Quanto alle possibili contestazioni, i moderni sistemi audiovisivi le hanno ormai quasi del tutto eliminate.
Ciò lo ha portato a una conclusione inevitabile: il giocatore medio è frenetico. Ne consegue che, durante le fasi di puntata, è spesso affrettato e poco lucido nella strategia di gioco da seguire.
Giocatori primi giudici
Proprio per la loro attenzione alle novità e alla capacità di notare ogni cambiamento, secondo Mauro Natta, i giocatori sono i primi giudici dei casinò. Si accorgono, infatti, subito se nell'ambiente vi è o meno professionalità nei servizi o se i prodotti offerti sono o meno attrattivi. Per questo non si fanno scrupolo ad abbandonare il casinò se alle loro orecchie arrivano notizie su una cattiva gestione.
L’insieme di queste criticità e la scarsa fidelizzazione conducono, secondo l’ex croupier, a una conseguenza inevitabile: ripensare il concetto stesso di casinò. Per Natta, le case da gioco devono diversificare non soltanto le proposte legate al gioco, ma l’intera esperienza offerta al pubblico, promuovendo manifestazioni ed eventi capaci di suscitare interesse anche al di là del ritorno economico immediato. Aumentare il numero dei tornei può contribuire ad attirare nuovi giocatori, ma non può rappresentare l’unica strategia.
Il futuro del casinò? Creare ambienti ibridi con experience zones
Da tempo si dibatte sui casinò terrestri e sul loro futuro. Risulta sempre più necessario affiancare alle tradizionali slot machine e ai giochi da tavolo prodotti innovativi, che permettano alle case da gioco non soltanto di sopravvivere, ma anche di migliorare la propria redditività.
Secondo gli ultimi dati disponibili, il ROI (return on investment) medio delle sale slot fisiche sarebbe diminuito di oltre il 30% negli ultimi dieci anni, mentre i costi legati al personale, alla sicurezza e alla logistica sarebbero rimasti stabili o sarebbero aumentati. Se confermata, questa tendenza renderebbe difficile sostenere l’attuale modello di gestione senza integrare l’offerta digitale e ripensare quella tradizionale.
Una possibile risposta consiste nella creazione di ambienti ibridi, come le experience zone, nei quali l’esperienza dei tavoli fisici si combina con la realtà virtuale e con la partecipazione di giocatori collegati online.
Questa strategia potrebbe aiutare i casinò terrestri a rinnovare la propria offerta e a competere con la continua espansione del gioco online.
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