Le giocate di slot machine e vlt crollano ad agosto 2021: influiscono obbligo di green pass e restrizioni

data di creazione: set 06
Scritto da Angela Argenziano

Dopo i numerosi lockdown e chiusure imposte dal governo, il settore del gioco terrestre è tornato quasi a pieno regime. Tuttavia, in una ricerca condotta dai colleghi di GiocoNews.it i dati raccolti non sono i più rosei. Si attesta, infatti, che le giocate nei locali pubblici sono scese in maniera radicale nel mese di agosto.

Le VLT, in particolare, hanno accusato un colpo più forte rispetto alle AWP. La colpa, si ipotizza, è sempre della pandemia e le conseguenti restrizioni che ne sono scaturite. Tra queste, l’obbligo del Green Pass, andato in vigore proprio dallo scorso 6 agosto.

I dati raccolti si riferiscono alle reti principali di apparecchi di concessionari italiani e hanno mostrato come nonostante il numero di macchine da gioco sia tornato ai livelli che c’erano prima della pandemia, le giocate sono ugualmente crollate sia sui segmenti AWP e VLT.

Le videolottery soffrono di più, riduzione dei ricavi fino al 45%

Ad accusare il colpo maggiore sono le videolottery, si pensa, a causa della tipologia dei locali in cui si trovano. Essi sono più esclusivi rispetto alla norma e per questo vengono già sottoposti a rigidi controlli, che saranno ulteriormente aumentati nel periodo della pandemia, a differenza di quanto avviene con le slot machine online con soldi veri gestite dai casinò online italiani.

L’introduzione dell’obbligo di green pass, poi, rende tutto ancora più complicato. Se c’è gente ben disposta ad effettuare un tampone per poter ricevere la certificazione verde al fine di partecipare ad un concerto o manifestazione sportiva, lo stesso non si può dire per le sale gioco. Le stime parlano di una riduzione dei ricavi sulle AWP tra il 30 e il 32% rispetto ad agosto del 2019, e nel caso delle VLT si raggiunge addirittura il 45% in meno.

Settore del gioco in piena crisi di liquidità

Questa situazione preoccupa molto gli addetti del settore, che sono alle prese con una grave crisi di liquidità. Oltre alla pandemia, che ha notevolmente peggiorato le cose, si aggiungono l’aumento della tassazione e le norme imposte dal governo negli ultimi anni che avevano già portato all’impoverimento progressivo del settore. Tuttavia, è ancora troppo presto per tirare le somme. Basti pensare che subito dopo la riapertura, le giocate e l’afflusso nei locali di gioco si erano dimostrate incoraggianti e avevano addirittura superato le aspettative. Poi il crollo, sopraggiunto negli ultimi 30 giorni, in concomitanza con l’obbligo del green pass.

Ci vorrà dunque del tempo per stilare un quadro preciso della situazione. Bisogna tenere conto, infatti, che oltre alle restrizioni imposte per l’accesso ai locali, quello che potrebbe aver frenato i giocatori è probabilmente una minore disponibilità economica. Nonostante ciò, gli addetti ai lavori sono sicuri nell’affermare che la causa principale di crisi del settore è l’impatto del green pass.