Zona bianca, quando riapriranno agenzie di scommesse, casinò e sale da slot?

data di creazione: gen 23
Scritto da Luigi Fontana

Ora è il momento delle risposte. Alla fine di gennaio, il mondo del gioco pubblico ancora non ha ricevuto le risposte auspicate dal governo.

Il primo mese del 2021 è andato via eppure la crisi non si è affievolita né si vede un'orizzonte roseo. Il mondo del gioco è stato fortemente penalizzato dalle chiusure forzate nei mesi del lockdown e successivamente da una politica di riaperture e ristori confusionaria e spesso assente. Le perdite sono immani: il settore dell'online ha attutito la caduta dell'intero settore ma le perdite nel gioco su territorio, in agenzia o nei casinò o ancora nelle sale da slot, restano di proporzioni devastanti. Ecco perché il governo non può più voltarsi e ignorare il grido disperato delle aziende costrette - nella migliore delle ipotesi - a indebitarsi tremendamente per salvarsi.

Ma c'è un piano vero e proprio da parte del governo per riaprire in sicurezza? I più grandi operatori hanno messo a punto piani di sicurezza per riaprire nel rispetto anche dei più duri protocolli, ma cosa ne pensa il governo? Fa spallucce, per ora, e promette di vedersela in futuro. Una mezza voce sulla riapertura dei centri di gioco, dei punti scommesse, delle sale da slot e affini, c'è. Due sono le date da cerchiare sul calendario: il 15 febbraio e il 5 marzo. Sono ipotesi per ora da prendere con le pinze perché niente è ancora ufficiale. Molto dipenderà da quando sarà ratificato il nuovo Dpcm, slittato di almeno una settimana.

La crisi di governo, d'altronde, è un altro bel bastone tra le ruote che rallenterà i tempi dell'uscita dall'emergenza.

La buona notizia è che ormai la zona bianca è certezza: sarà in quelle zone che il gioco pubblico sul territorio potrà rivedere la luce. Il 15 febbraio o il 5 marzo sarà possibile riaprire nelle regioni con il tasso di contagio più basso. Ci entreranno, in zona bianca, le regioni con un contagio ogni 100 mila abitanti. Servono numeri veramente bassi, oggi profilabili da poco. Dunque, anche questo resta un bel punto di domanda.

Soprattutto perché anche il settore del gioco pubblico ha bisogno di riaperture concrete, ragionate e permanenti: non avrebbe senso riaprire per poi dover chiudere nuovamente dopo appena una settimana, su comunicazione del ministro Speranza. Avrebbe un effetto ancora più deleterio. Inoltre, da sole le riaperture non bastano: serve un piano concreto per il risanamento dell'intero settore. In primis inserendo nei ristori tutti i rami, anche quello dei produttori delle macchine. In seconda battuta, riducendo o eliminando il prelievo erariale unico e mostrando maggiore flessibilità nelle manovre che già da prima del lockdown avevano penalizzato il settore del gioco pubblico.