Tassa sull'iGaming: una proposta da un eurodeputato UE fa discutere
L' eurodeputato socialista romeno Victor Negrescu, vicepresidente del Parlamento europeo e membro della commissione Bilancio, ha lanciato una proposta destinata a far discutere: introdurre un’imposta UE sui profitti di casinò online e società di scommesse. Lo scopo è quello di regalare nuove risorse alle casse dell'Unione Europea.
Cossa prevede la proposta di proposta Negrescu
Victor Negrescu ha lanciato una proposta di tassa europea sull'iGaming. L'idea è quella di creare un'aliquota iniziale dell’1%, capace di generare «decine di miliardi di euro» per il bilancio dell’Unione. Questa tassazione permetterebbe di aumentare le disponibilità della UE. Attualmente è infatti in discussione lo stanziamento di un budget da due trilioni. La proposta avanzata dalla Commissione è basata su maggiori contributi degli Stati membri e su nuove imposte comuni che richiedono l’unanimità, condizione che oggi non esiste.
La proposta di Negrescu nasce da considerazioni che, come ha dichiarato lui stesso, sono state fatte insieme ai colleghi socialdemocratici. Secondo la loro opinione l'industria del gioco non contribuisce in modo adeguato allo sviluppo della UE, pur beneficiando del mercato unico.
L'eurodeputato rumeno ha sottolineato come molte società abbiano sede in Paesi con fiscalità molto bassa e come in alcuni casi questi servizi non siano nemmeno soggetti a IVA.
Alla ricerca di una regolamentazione unica in Europa
Il dibattito sulla tassazione dell'iGaming si inserisce in un contesto più ampio di assenza di armonizzazione europea nel gioco d’azzardo. A differenza di altri settori regolati a livello comunitario, l'iGaming resta competenza nazionale, con sistemi fiscali e norme profondamente diverse tra gli Stati membri. Proprio questa frammentazione ha alimentato negli ultimi anni un contenzioso crescente tra tribunali maltesi e austriaci, legato ai tentativi di recupero delle perdite da parte di giocatori stranieri.
In questo scenario, l’idea di una tassa europea sull’iGaming riapre un dibattito mai del tutto chiuso sulla necessità di una sovranità internazionale e una legge unica che delinei una volta per tutti i confini dell'azzardo. Una nuova regolamentazione permetterebbe anche a parte del settore di “bypassare” i bilanci nazionali e comunitari, pur operando all’interno del mercato unico.
Servirebbe quindi un segnale politico forte, capace di riaprire un confronto delicato tra esigenze di nuove entrate comuni.
Lo scontro tra Bruxelles e Malta: gli eurodeputati fanno muro contro la tassa
La proposta di Negrescu ha suscitato diverse polemiche tra gli europarlamentari, soprattutto tra quelli maltesi. Ricordiamo che Malta è il polo europeo più importante per quel che riguarda l'azzardo.
Il nazionalista Peter Agius ha denunciato apertamente il rischio che «i socialisti europei vogliano imporre una tassa sul gaming online», interpretando l’emendamento come un attacco diretto al modello maltese.
Anche il laburista Alex Agius Saliba è astato critico, pur chiarendo al Times of Malta che le modifiche proposte da Negrescu non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale dei socialisti europei: «La questione non è stata ancora discussa a livello di gruppo».
Va detto che sul piano istituzionale è tutt'altro che semplice effettuare una modifica europea sulla tassazione. Il Parlamento europeo non ha il potere autonomo di introdurre una tassa UE. Le leggi sovranazionale infatti affermano che qualsiasi imposizione fiscale comune richiede l’unanimità dei 27 governi nazionali e Malta sarebbe senza dubbio contraria.
L'idea di Negrescu rimane quindi tale, almeno al momento.
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