I videogiochi arcade continuano a vivere attraverso le slot machine online e i musei

data di creazione: apr 24
Scritto da Vittorio Perrone

Sono vive nei racconti dei padri, della loro giovinezza ormai perduta, ma sanno ancora emozionare. Ricordano tempi in cui il divertimento ludico era diverso, non era così immediato né disponibile e si stava affacciando ancora timidamente ma con fare pionieristico alla tecnologia. Il risultato è stato fondere le macchine arcade (es. il flipper) con i primi passi mossi in chiave tecnologica. Da qui il risultato è stato epocale, producendo videogiochi arcade che sono rimasti impressi nella memoria di intere generazioni.

Chi non conosce Pac-Man, solo per citare il titolo più famoso? Se ne potrebbero menzionare tantissimi, da Street Fighter a Donkey Kong. Che cos’è, per definizione, un gioco arcade? È un è un videogioco che si gioca in una postazione pubblica apposita a gettoni o a monete, costituita fisicamente da una macchina posta all'interno di un cabinato.

Il flipper è un po’ il capostipite di questi giochi, prima ancora che venisse introdotta la componente puramente videoludica. Ci sono voluti anni prima che i videogiochi arcade passassero di moda. Il mondo si è mosso in fretta, oggi viviamo in un mondo iper-connesso dove per giocare a giochi di ultimissima generazione non c’è bisogno di andare al bar o in sala giochi.

La parola d’ordine nel gioco di oggi è accessibilità: giocare ovunque e in qualsiasi momento. Ma c’è un mondo in cui i videogiochi arcade sono ancora presenti e anzi godono di una nuova linfa vitale. Viene rappresentato dalla fusione tra il gaming e il gambling, tra il gioco in sé e quello d’azzardo. Attraverso questa fusione nelle migliori slot machine online con soldi veri viene ricreata l’atmosfera nostalgica degli arcade.

L’esempio più lampante è dato da Netent, che ha sviluppato una intera saga di slot dedicata a Street Fighter 2, uno dei giochi arcade più popolari di fine anni ‘80. Grazie al gambling gli arcade videogames hanno una nuova carica vitale ma non sono soltanto indirizzati ai nostalgici che rivangano una giovinezza perduta. Nelle ultime generazioni si sta infatti sviluppando da tempo un gusto per il retrò che coinvolge tutti gli ambiti, compreso quello videoludico.

Non è l’unica iniziativa per salvaguardare questi giochi, che talvolta diventano dei veri e propri pezzi da museo. La campagna più importante in questo senso è nata da Team 17, sviluppatore britannico, e si chiama Saving The Arcade World.

Grazie al supporto di tre musei The Strong a Rochester (New York), National Videogame Museum (Sheffield), Museo del Videjuego (Alicante, Spagna), numerose macchine di videogiochi arcade verranno salvaguardate, ospitate e manutenute contro l’incedere del tempo, diventando pezzi rari per collezionisti o vere e proprie opere. All’interno di questo museo l’obiettivo è di ricreare un’atmosfera simile a quella degli anni ’80 attraverso le luci, i colori, i suoni, le musiche. Il settore arcade, d’altronde, non è una priorità per gli sviluppatori: persino la SEGA, azienda pionieristica in questo campo, ha totalmente dismesso il settore per limiti nel rendimento. Team 17 si sobbarcherà le prime spese, ma è già aperta la caccia al fundraising. Le prime spese saranno sostenute grazie ai ricavi del videogioco Narita Boy di Studio Koba, ma si attendono investitori. Tra le aziende che hanno mostrato interesse vi è anche la molto celebre Rockstar.