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Gioco pubblico in Italia: cresce l'online, la rete fisica perde 5.000 occupati

Lamberto Rinaldi
Di Lamberto Rinaldi
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Gioco pubblico in Italia: cresce l'online, la rete fisica perde 5.000 occupati

Durante il Forum ACADI 2026, dal titolo «Impatto sociale delle regole», tenutosi a inizio ottobre a Roma, si è parlato di gioco pubblico. Il dibattito si è concentrato sulle conseguenze della regolamentazione in quattro ambiti: tutela degli utenti, legalità, entrate pubbliche e occupazione.

Come è cambiato il mercato del gioco pubblico in Italia nel 2025?

Secondo i dati del Bilancio di Sostenibilità 2025, presentato al Forum ACADI 2026, la raccolta del gioco pubblico cresce, ma il gettito erariale diminuisce e il comparto perde cinquemila occupati in un anno. Il mercato dell'azzardo continua a svilupparsi su due binari: complessivamente si espande, grazie soprattutto alla crescita dell'online, mentre la rete fisica e la filiera degli apparecchi registrano una contrazione.

Nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto 165,4 miliardi di euro, contro i 157,3 miliardi del 2024. La spesa degli utenti è passata da 21,5 a 21,7 miliardi.

Il settore online continua la sua espansione, passando da una raccolta di 91,8 a 100,9 miliardi di euro, grazie al grande contributo offerto dai casinò online italiani. Al contrario, per i giochi sul circuito fisico, la raccolta è scesa da 65,5 a 64,5 miliardi. Sebbene la differenza tra i due anni possa sembrare contenuta, nel 2018 la raccolta territoriale raggiungeva 75,3 miliardi, a fronte di 106,8 miliardi per l'intero comparto.

Tra il 2018 e il 2025, la raccolta di AWP e VLT è passata da 48,7 a 31,5 miliardi di euro, mentre la spesa è diminuita da 10,3 a 7,8 miliardi.

Anche il gettito erariale ha registrato una flessione, seppur contenuta, passando da 11,6 miliardi nel 2024 a 11,5 miliardi nel 2025. Il contributo dei giochi sul territorio è sceso da 9,2 a 8,9 miliardi, mentre quello degli apparecchi è diminuito da 5,3 a 5 miliardi. Rispetto al 2018, la rete fisica ha perso 900 milioni di gettito e gli apparecchi 1,2 miliardi.

L'ultimo dato analizzato riguarda l'occupazione. In un anno, gli addetti al comparto sono passati da 150.000 a 145.000. La rete territoriale ha perso 4.000 lavoratori, scendendo da 139.000 a 135.000 unità. Anche il settore degli apparecchi registra una contrazione, passando da 75.000 a 70.000 addetti, con una perdita di 9.500 unità rispetto al 2018.

Perché il settore del gioco fisico chiede un riordino delle concessioni?

Emmanuele Cangianelli, presidente di EGP-FIPE, è intervenuto al Forum 2026 «Impatto sociale delle regole», ponendo l'accento proprio sul gioco fisico e sulle sue difficoltà. La riflessione del dirigente è partita dalla mancanza di un quadro regolatorio stabile, che inevitabilmente finisce per condizionare gli operatori.

«Il riordino della rete fisica è ancora un cantiere a metà. Il punto non è difendere il gioco fisico dal digitale, ma mettere la rete nelle condizioni di evolvere insieme al mercato. Le imprese sono pronte a investire in strumenti tecnologici sempre più avanzati per la tutela dei giocatori, ma questi investimenti richiedono regole tecniche certe e un orizzonte concessorio stabile», ha dichiarato.

Secondo il presidente di EGP-FIPE, «La tutela deve accompagnare il giocatore indipendentemente dal canale che utilizza. Non possiamo affrontare un mercato profondamente cambiato con strumenti pensati per una realtà che non esiste più: la tecnologia può consentire controlli e forme di prevenzione molto più efficaci rispetto al passato».

Per questo motivo, Cangianelli ha lanciato un appello affinché le nuove proroghe volute dal governo vengano utilizzate per «Preparare concretamente il nuovo assetto delle concessioni, non per rinviare ancora il riordino».

Quali misure propongono gli operatori per rilanciare il gioco fisico?

Anche Moreno Marasco, presidente di Logico Confcommercio, si è detto preoccupato per la mancanza di una regolamentazione chiara per il settore retail. Il dirigente ha dichiarato che «La domanda non ragiona secondo le categorie giuridiche del legislatore e una sua eventuale riduzione o riallocazione deve essere valutata anche in funzione degli effetti sul mercato legale e sull’offerta illegale».

Marasco ha aggiunto che un aspetto spesso sottovalutato dalle istituzioni è l'impatto operativo della regolamentazione. A suo parere, serve «Una regolazione più matura, capace di valutare non soltanto ciò che una norma intende ottenere, ma anche misurare ciò che concretamente produce: sulla domanda, sulla legalità, sugli utenti, sugli operatori e sulla sostenibilità complessiva del sistema».

L'ultimo intervento è stato quello del presidente di Sapar Confcommercio, Sergio D'Angelo, secondo cui «Il riordino resta necessario, ma il suo rinvio non può diventare una ragione per lasciare tutto fermo».

La soluzione proposta prevede alcune misure ponte per sostenere il settore in attesa del riordino.

«La nostra proposta tecnica propone un riequilibrio con lo stessi prodotti che oggi troviamo sui canali online, dunque una nuova Awp con i seguenti parametri: payout al 70%, Preu al 20%, Vincita massima di 200 euro el’implementazione di messaggi dedicati alla prevenzione del gioco problematico».

Queste misure avrebbero lo scopo di contrastare quella che D'Angelo ha definito «desertificazione commerciale», pur senza risolvere completamente il problema. Riconoscendo che la crisi non riguarda soltanto il settore del gioco fisico, il presidente di Sapar ha lanciato un ulteriore appello:

«I punti vendita di gioco sul territorio non sono semplici attività commerciali, ma rappresentano il presidio dello Stato e la barriera contro l’illegalità. Tuttavia, questo presidio regge solo se è economicamente sostenibile».

Per questo, conclude D'Angelo, è necessaria una proposta di metodo che tuteli sia il settore sia i giocatori.

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Lamberto Rinaldi
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Ruolo:: Content Writer
Giornalista pubblicista. Di giorno prof di lettere, di notte freelance. Scrivo di calcio e Roma su "Il Catenaccio", di cultura, ambiente e sport per "Il Nuovo Magazine" e "Stampa Critica", ho condotto "Super Santos" sulle frequenze di Active Web Radio.