Divieto di pubblicità e digitalizzazione parziale, la spada di Damocle che pesa sul gioco online italiano

data di creazione: apr 26
Scritto da Luigi Fontana

Christian Tirabassi, consulente esperto di gaming di Ficom Leisure, ha fatto il punto sul mercato del gioco online nel Digital Panel dei colleghi di GiocoNews.it. Quel che è certo è la crescita del gioco online, in questo periodo ma anche negli ultimi anni.

Il segmento, come ha sottolineato Tirabassi, ad oggi rappresenta il 10% dell’intero mercato del gioco pubblico. Una cifra certamente inferiore a quella che registrano altri paesi, perché? “La propensione al gioco telematico - sottolinea Tirabassi - è anche legata al grado di digitalizzazione di un Paese”. Digitalizzazione non totalmente avvenuta in Italia, nonostante un trend di crescita in perenne conferma di anno in anno. Il gioco online italiano opera in questo contesto praticamente.

Un trend che però è andato soggetto a qualche significativa variazione: la pandemia del Coronavirus ha praticamente sovvertito ogni logica, causando come è noto l’interruzione totale dell’offerta di gioco. Nell'universo del fisico sono rimasti i soli Gratta&Vinci, dopo la sospensione momentanea che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha applicato sui concorsi a lotteria. L’online è rimasto così l’ultimo baluardo a difesa dell’universo del gioco, in Italia e all'estero.

Tirabassi si è poi focalizzato su quest’ultimo aspetto, quello di un trend variato che nasconde, al di sotto, non poche insidie. Ad esempio quelle legate al gioco illegale, che esiste da sempre e che raccoglie un giro d’affari veramente enorme, grazie ad una offerta florida che in Italia è resa ancora più pericolosa dai blocchi sulla pubblicità applicati dal Decreto Dignità. Si è azzerata, sottolinea Tirabassi, facendo eco a tanti altri operatori del settore, la differenza tra l’offerta legale e certificata e l’offerta illegale, che non ha alcuna distinzione agli occhi di un consumatore.

Per il consulente un altro aspetto emerso in questa situazione di lockdown generale è il gap di business tra chi aveva dapprima puntato sul digitale, ampliando le offerte e i servizi, e quanti invece non lo avevano fatto, trovandosi automaticamente bloccato. Un’esperienza, questa, che sarebbe utile per gli operatori per avviare una profonda riflessione, da indirizzare verso un futuro, si spera, più roseo.