Dipendenze in Italia, i primi dati Nexus: il caso del gioco d'azzardo in Piemonte


Quanto sono diffusi in Italia i problemi legati all'uso di sostanze e al gioco d'azzardo? A questa domanda ha provato a rispondere Nexus con la ricerca «L’Italia delle Dipendenze 2025», realizzata nell'ambito dell'Osservatorio sulle Dipendenze a partire dai dati raccolti presso le aziende sanitarie italiane. Lo studio analizza sia l'uso problematico di sostanze sia i comportamenti che possono generare assuefazione, con l'obiettivo di fornire un quadro il più possibile dettagliato della situazione nel Paese.
Quali dipendenze vengono analizzate dalla ricerca Nexus in Italia?
«L’Italia delle Dipendenze 2025» nasce con l'obiettivo di fornire una fotografia del nostro Paese attraverso dati confrontabili nel tempo, che permettano di seguire l'evoluzione del fenomeno sia a livello nazionale sia nelle diverse realtà territoriali. Tra le problematiche analizzate figurano il Disturbo da Gioco d'Azzardo (DGA), lo shopping compulsivo e l'uso problematico di internet, social network e smartphone.
Le informazioni raccolte consentono inoltre di approfondire il profilo delle persone coinvolte, prendendo in considerazione alcune caratteristiche sociodemografiche, tra cui età, genere, condizione occupazionale e livello di istruzione. I risultati saranno presentati progressivamente su base regionale, a partire da ottobre e fino al 2027, per poi confluire nell'analisi nazionale. Il rapporto complessivo sull'Italia è previsto per la primavera del 2027.
Come ha dichiarato la professoressa Colleen Henshow, responsabile dell'Osservatorio Nexus, «Le dipendenze sono un fenomeno in continua trasformazione e non possono più essere osservate attraverso categorie rigide o considerando separatamente ciò che accade nei diversi territori. L’obiettivo dell’Osservatorio è partire dai dati per comprendere non soltanto quanto il fenomeno sia diffuso, ma soprattutto come stia cambiando e quali siano le caratteristiche delle persone che arrivano ai servizi».
Quante persone sono seguite per gioco d'azzardo patologico in Piemonte?
Dallo studio condotto finora da Nexus emergono i primi dati territoriali sul disturbo da gioco d'azzardo. Tra le regioni analizzate figura il Piemonte, dove nel 2025 le aziende sanitarie hanno registrato 21.016 prese in carico per problemi legati al consumo di sostanze, all'alcol e al gioco patologico. Di queste, 1.373, pari a circa il 6,5% del totale, riguardano persone seguite per Disturbo da Gioco d'Azzardo (DGA).
La distribuzione territoriale vede l'ASL Città di Torino al primo posto, con 5.187 prese in carico complessive: 3.722 per sostanze, 1.105 per alcol e 360 per DGA. L'azienda concentra il 28,9% delle prese in carico regionali per sostanze, il 16,4% per alcol e il 26,2% per gioco patologico.
Seguono l'ASL TO4 (2.618), l'ASL TO3 (2.460) e l'ASL Alessandria (2.052). Una situazione particolare emerge nell'ASL CN1, dove le persone assistite per problemi legati all'alcol (751) superano quelle seguite per sostanze (730), in controtendenza rispetto al quadro regionale.
I dati permettono anche di osservare la presenza di minorenni tra gli utenti dei servizi per le dipendenze, soprattutto in relazione al consumo di sostanze. Nell'ASL Città di Torino risultano 72 pazienti con meno di 18 anni, nell'ASL TO3 sono 57, nell'ASL TO5 33 e nell'ASL TO4 22. Per quanto riguarda specificamente il gioco d'azzardo, il rapporto registra due minorenni in carico nell'ASL Città di Torino e uno nell'ASL Biella.
Il disturbo da gioco d'azzardo interessa prevalentemente uomini adulti, molti dei quali inseriti nel mondo del lavoro. Nell'ASL Città di Torino, su 360 pazienti, 294 sono uomini, 269 hanno più di 35 anni e 236 risultano occupati, su 340 persone per le quali è disponibile questa informazione. Una situazione analoga emerge nell'ASL TO3, dove lavorano 151 dei 220 utenti seguiti per DGA, e nell'ASL Novara, con 85 occupati su 111 pazienti.
La presenza di una quota così elevata di persone occupate rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'analisi. Il gioco patologico non riguarda esclusivamente individui in condizioni di difficoltà lavorativa, ma interessa anche persone che, pur avendo un'occupazione, possono sviluppare comportamenti di gioco problematici.
I risultati del Piemonte costituiscono una prima base di osservazione, che potrà essere approfondita una volta completato il rapporto nazionale. Il dato sulle persone in trattamento per DGA, in particolare, richiede una lettura prudente: le rilevazioni dei servizi sanitari documentano i casi presi in carico, ma non consentono di misurare l'intera diffusione di un disturbo che può rimanere a lungo sommerso.
